I risultati dei monitoraggi sono disponibili sul portale
www.assodimi.it e nell’ultimo aggiornamento del 4° trimestre del 2009 la situazione evidenzia un marcato calo nei volumi di vendita (mediamente – 30%) e una flessione più contenuta nel noleggio (fra il – 5% e il – 10% a seconda della categoria merceologica e la zona)
Pur non entrando nel dettaglio dei dati, che evidentemente sono da vagliare attentamente a seconda del settore e della zona, si può affermare che il 2009 è stato un anno molto difficile per il nostro settore.
La flessione dei volumi rappresenta però, purtroppo, solamente una delle componenti negative. A questo si aggiunge la grave difficoltà di riscossione del credito e la drastica diminuzione della marginalità dovuta alla forte concorrenza di mercato.
Queste ultime componenti rappresentano una particolare gravità, in quanto nessuna azienda può prosperare se non dispone regolarmente del credito e se non garantisce un margine di contribuzione adeguato.
Anche nel noleggio si sta verificando un drastico calo delle tariffe di noleggio, dovuto alla eccessiva disponibilità dei parchi noleggio a fronte di una domanda in netta flessione.
È un fenomeno naturale e prevedibile, ma in alcuni casi e in alcune zone e settori sta assumendo una connotazione troppo grave. La drastica riduzione delle tariffe di noleggio, oltre la soglia dell’equilibrio dell’investimento diventa estremamente pericolosa.
La tariffa di noleggio di un bene strumentale è la risultante della formula che prevede un adeguato ammortamento del bene, con una previsione di indice di rotazione e una gestione dei costi del noleggio, dalla manutenzione alla logistica, dalla amministrazione alla rete di vendita.
I costi dipendono molto dalla dimensione e dalla organizzazione della struttura, ma ci sono sempre, in tutti i casi e non scendono (salvo correzioni ed eliminazioni degli sprechi non sempre facilmente attuabili o individuabili). L’ammortamento del bene non varia. Gli indici di rotazione scendono significativamente per la flessione della domanda. Se a queste componenti si aggiunge una drastica riduzione delle tariffe, evidentemente il problema può diventare drammatico.
Non si tratta di superare un momento provvisorio.
Dobbiamo prendere atto che non stiamo attraversando una crisi temporanea e di breve entità. Siamo in una situazione che potrà durare un periodo lungo, sicuramente pluriennale e i momenti di grande euforia di mercato che hanno permesso alle nostre aziende di espandersi, di investire e di guadagnare difficilmente potranno tornare, perlomeno nel breve periodo.
Ma le possibilità di sviluppo ci sono. Ogni imprenditore deve guardare dentro la propria azienda e fuori al mercato. Nuove strategie e una ricollocazione della propria struttura nel territorio sono possibili e auspicabili.
Ma la strada dell’abbattimento forsennato delle tariffe di noleggio, con la convinzione (sbagliata) di aver risolto il problema non porta da nessuna parte.
Corriamo il grave rischio di impoverire pericolosamente le nostre aziende, con l’illusione di aver risolto il problema facendo girare le macchine anziché tenerle ferme nel piazzale.
È grave tenere ferme le macchine ma è ancora più grave farle girare sottocosto.
E corriamo inoltre di il rischio di innescare una retrocessione dello sviluppo del noleggio.
In Italia sono stati necessari oltre 15 anni per raggiungere un livello di offerta del noleggio paragonabile ad altri paesi europei e ancora oggi siamo ancora lontani dalle organizzazioni di mercati del noleggio maturi come Francia, Germania Inghilterra.
Ma indubbiamente il settore noleggio in Italia è cresciuto anche con efficienza ed efficacia.
Molte aziende si sono strutturate per offrire alla clientela un servizio degno di questo nome, con macchine nuove, correttamente manutentate , al passo con i tempi sia per aspetti legati alla sicurezza che alla efficienza e alle prestazioni delle macchine
E con servizi innovativi, sviluppo del marketing e capacità di fornire un importante corollario al noleggio, ovvero la formazione agli utilizzatori.
Ma tutto questo si realizza garantendo una corretta marginalità alle aziende di noleggio. Senza questa e con la discesa pericolosa delle tariffe di noleggio, le nostre aziende non avranno più la capacità di investire, di aggiornare il parco facendolo di conseguenza invecchiare, di mantenere una struttura adeguata dovendo ridurre le risorse.
E questo porterà ad un impoverimento della qualità dell’offerta facendo regredire il mercato del noleggio a decenni fa.
È un grido di allarme che voglio lanciare. Non perdiamo la testa e difendiamo quello che abbiamo costruito in tanti anni, con impegno e difficoltà.
Ed impegnamoci tutti a richiedere una difesa degli interessi dei nostri clienti, che a loro volta sono vittime di un sistema che non rispetta l’impegno del pagamento e che pretende solamente una guerra al ribasso dei prezzi.
I nostri clienti hanno il diritto e dovere di incassare i propri crediti e di garantire una sufficiente marginalità negli appalti di lavoro, al fine di poter a loro volta soddisfare i loro impegni nei nostri confronti e senza essere costretti a riversare sulle nostre aziende la pretesa di sconti che loro hanno dovuto concedere ai loro clienti.
E quando questo cliente è lo Stato Italiano, la cosa è ancora più scandalosa e grave.
Come può una Amministrazione Pubblica non dare garanzia sui pagamenti e sulle scadenze, e come può essere efficace un sistema basato solo sulla legge del Massimo Ribasso ?
Come si può pretendere una evoluzione della qualità che il mondo occidentale avanzato pretende se non si è disposti a pagare il giusto ?
Sono riflessioni fondamentali, che ognuno di noi è tenuto a fare.
Per tentare insieme di provare a cambiare qualcosa.
Roberto Nicoletti – Presidente Assodimi